
*Un piccolo cenno di sorpresa che maschera bene a sua volta, quando si rivolge a lui non solo per nome, ma con un diminutivo*
*Niente Mr Shine, nè Mr Alexander*
*Direttamente un tu piuttosto diretto*
Ma va bene così.Bene, grazie.
*Risponde, con cortesia*
*In realtà è una risposta automatica la sua*
*Ma si suppone che lui sia vivo, ricco e felice*
*Quindi che può non andare bene?*
Tu invece mi sembri stanca.
Il viaggio è stato lungo, ti mostro la tua camera così potrai riposare.
Per le scartoffie avremo tutto il tempo del mondo. Tuo padre è stato abbondantemente chiaro sul fatto che le pretende, ma non ha specificato il quando.
Tende sempre a perdersi sui dettagli...
*Esclama, con tranquillità ed un briciolo di ironia*
*Evitando la domanda che si ripete*
*E lo sguardo che per un attimo la ragazza ha abbassato verso le sue gambe*
*Sa perfettamente che la gente si stupisce quando lo vede in piedi con apparentemente neanche un graffio addosso e la sua solita e tranquilla aria gioviale*
*Il trucco è camminare lentamente e per tratti brevi*
*Il dolore diventa semplice fastidio dopo un pò*
*E sono passati mesi dopotutto... è tutto a posto ora, no?*
Naturalmente.
Tutto magnificamente al suo posto.
Già...*Entra in casa, prendendo ad accompagnarla verso la camera degli ospiti*